Riconoscerei Gavi ad occhi bendati poiché ne ho inciso nell’animo il desiderio. Un paesaggio stipato di minuscole colline, di conseguenti valli brevi, personali, nel quale ancora le stagioni sanno farsi riconoscere dagli odori che un alito di vento porta come una notizia benevola, un torrente che, indeciso, cambia ogni cento metri direzione, aggiunge un merletto all’orlo dei declivi, le costruzioni nuove che non riescono a modificare l’ antica posizione del paese e, poste in maggioranza sull’unica importante via di accesso, paiono sul punto d’andarsene , le storiche mura e monumenti come guardiani inflessibili, le acque del Neurone irrequiete di salti finchè non ricevono il premio di baciare con dolcezza quelle del Lemme, la gente riflessiva, …
(Giuseppe Marotta)
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